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Architettura in viaggio

THE SHED,il capannone telescopico di New York

11 Agosto 2019

Nel West Side di Manhattan, dove la High Line va ad affacciarsi sull’Hudson prima di interrompere il suo percorso su di uno skyline di anonimi palazzi contemporanei, è nato un nuovo distretto della città, nel cui cuore del quale trova collocazione un edificio da alcuni definito "il sogno progettuale proibito di ogni architetto": THE SHED. 
Inaugurato il 5 aprile 2019  The Shed  andrà a completare l'imponente composizione architettonica dello Hudson Yard.
Avviata nel 2008 per iniziativa di grandi immobiliaristi e su idea dell’allora sindaco Michael Bloomberg, lo sviluppo di quest’area della città che fino a pochi anni fa era una delle più desolate di Manhattan ha portato alla realizzazioni di grandi superfici specchianti su nuovi centri commerciali di lusso,grattacieli ed esfici sperimentali, tra questi si stagliano a completamento del MasterPlan dell'area Il Vessel e lo Shed. 


Il progetto dello Shed nasce con un RFP (Request for Proposals, richiesta di progetti) dalla città di New York per il lotto di Related situato presso gli Hudson Yards, l’ultima area non ancora edificata di Manhattan e adiacente alla High Line. Con la collaborazione del gruppo Rockwell, lo studio di architettura DS + R, Diller Scofidio + Renfro, ha risposto alla RFP proponendo l’istituzione di un ente culturale “brand free”, non legato a marchi commerciali e finanziariamente autonomo, con lo scopo di promozione delle arti visive e dello spettacolo. The Shed ha sede in un complesso senza precedenti ed è destinato ad ospitare spettacoli, concerti, mostre di arti visive, installazioni multidisciplinari oltre che un laboratorio sperimentale gratuito aperto agli artisti di New York non ancora affermati. L’edificio è stato concepito in modo che eventi diversi possano essere ospitati simultaneamente.

Progettato per essere costruito ai piedi di un grattacielo residenziale (pensato dagli stessi progettisti), l’edificio che accoglie le varie funzioni è una struttura fissa alta sei piani, dotata di un rivestimento esterno telescopico retrattile montato su binari di circa 40 metri in grado di scorrere e coprire la piazza adiacente. Lo spazio coperto guadagnato può essere isolato dall’esterno e attrezzato con sedute da teatro, oppure può essere lasciato totalmente aperto, come una piazza protetta. Il rivestimento e il tetto sono provvisti di cuscinetti in ETFE, un materiale leggero e meno costoso, più efficiente del vetro in termini di risparmio energetico. “L’idea centrale di The Shed è la flessibilità, che consente di far fronte a qualunque esigenza culturale […]. Non sappiamo come sarà l’arte del futuro, ma sappiamo che lo spazio è limitato. Dovevamo proteggerlo.” 


STUDIAMO PIU'' IN DETTAGLIO LO SHED:

L’edificio, il cui nome richiama i capannoni industriali, è composto da una parte fissa su otto livelli e da una mobile. Quest’ultima è un guscio in acciaio a griglia diagonale (Diagrid) di 37 metri di altezza, che scorre orizzontalmente su ruote, scoprendo l’edificio e andando a inglobare una parte dell’antistante piazza. Così facendo crea un’area coperta di 1.600 metri quadrati, pensata per le performance di larga scala, denominata The McCourt, dal nome di uno dei finanziatori del progetto. Lo spazio può ospitare fino a 2.000 persone con la possibilità di aggiungere 3.000 posti a sedere, quando la parete di vetro dell’edificio fisso si apre sulle gallerie retrostanti.

COME FUNZIONA THE SHED

Composta da una griglia prefabbricata di triangoli bombati, la struttura cinetica in acciaio traslucido, è stata in parte realizzata in Italia. Messe in movimento da un motore ad attivazione wireless da 180 cavalli (poco più della potenza di una Prius), le sei ruote di 180 centimetri di diametro impiegano appena cinque minuti per compiere il proprio percorso e scoperchiare l’edificio. Quando il guscio è aperto, il soffitto è una fitta rete di strutture teatrali che consentono di fare praticamente qualsiasi cosa, dicono i progettisti. “Uno shed – ha detto Daniel Doctoroff, chairman della no profit – si definisce come una struttura aperta dotata di strumenti. E The Shed è progettato per essere proprio questo: una piattaforma, un edificio adattabile in modo unico, in grado di dare agli artisti la libertà di realizzare i propri sogni”. Nella parte fissa dell’edificio sono ospitati spazi espositivi, un teatro da 500 posti e, all’ultimo piano, un ambiente illuminato da ampi lucernai, su cui si affacciano i grattacieli circostanti, che comprende uno spazio per eventi, sale per le prove degli spettacoli e un laboratorio creativo per artisti locali. Per le funzioni di servizio, l’edificio si appoggia al grattacielo retrostante, 15 Hudson Yards, che, progettato dagli stessi architetti, ha “rinunciato” ai suoi piani più bassi per ospitare uffici, camerini, magazzini e spazi macchine.

technical description by mauritia cardone