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Architettura in viaggio

LA MONTAGNA DI RENZO PIANO: MUSE ed esperienza sensoriale

9 Settembre 2020

Il MUSE, il Museo delle Scienze firmato da Renzo Piano nasce all’interno di un contesto urbanistico e paesaggistico frutto di un’unica visione progettuale che ha l’ambizione di essere una preziosa riqualificazione urbana dell'area Ovest della città, l'area industriale ex-Michelin, verso il suo fiume. L'architettura del Muse presenta un profilo avveneristico che richiama le vette delle montagne circostanti ed è costituito da spazi e volumi in successione, da pieni a vuoti, che definiscono una totale flessibilità. L'organizzazione stessa del percorso di visita è una sorta di metafora dell’ambite montano.
Il percorso si svolge dall'alto verso il basso atttaverso la scoperta di ecosistemi e conformazioni geomorfologiche. In totale il viaggio si snoda attraverso cinque piani fuori terra e due interrati, adagiati su un grande specchio d’acqua.
Il tutto completato, in alto, dalle grandi falde della copertura diventando elemento di forte riconoscibilità.
Particolarmente interessante e più che mai attuale, nei piani inferiori, è la sezione dedicata al rapporto uomo, clima ed energia, con approfondimenti sulo sviluppo sostenibile, fonti rinovabili e rispario  energetico.

L’edificio - certificato LEED Gold - è stato realizzato con grande attenzione ai principi di ecosostenibilità: ha le capacità di economizzare energia e di produrne attraverso un sistema di pannelli solari e pozzi geotermici che scendono a cento metri di profondità.

Una volta oltrepassato l’ingresso, il visitatore è protagonista di un viaggio sensoriale a 360°. Dal quarto piano, scendendo gradualmente, i visitatori passano dalle ambientazioni delle vette occupate dai ghiacci perenni allo smarrimento nel perdersi in un “labirinto di biodiversità alpina”. Il percorso naturalistico si conclude al piano interrato con un racconto che ci conduce alla scoperta dell’origine della vita per giungere alla più grande mostra di dinosauri dell’arco alpino.

Un museo di scienze deve per definizione celebrare la complessità e la fragilità della Terra” afferma Renzo Piano. “Nello spazio centrale, il 'Grande Vuoto', che collega visivamente i cinque piani del museo, si celebra la biodiversità del nostro Pianeta: dall’alto, dove si incontra un ghiacciaio, al basso, dove il visitatore viene accolto dallo scheletro fluttuante di una balena, fino alla serra tropicale montana”.